ADAM GUBA
L’eleganza sussurrata di un ragazzo
nel sogno di un isola…Malta
Vivere nei colori e nella natura spudorata, l’architettura delle forme, l’occhio attento ai dettagli, la capacità di cogliere i segnali dei cambiamenti, la sensibilità per farli diventare realtà sulla passerella …avere 17 anni e avere una passione, quella di “vivere” la moda, respirarla, l’eleganza sussurrata che è la chiave della passione per un tipo di professione: per Adam Guba la MODA, è un lavoro di ricerca e analisi continua che richiede apertura mentale, creatività e la gioia di immaginare il futuro prima che questo arrivi.

Il giovane talento vive a Malta dove una magia musicale unisce le persone mettendo in comunicazione orizzonti, atmosfere e opere apparentemente lontanissime, dove un violino simbolico, conciliatore, fa da contraltare agli opposti, l’incanto e il simbolismo della musica, come una pittura sonora per un concerto di immagini per esplorare le potenzialità di connessione tra musica e fashion.
Per la collezione primavera estate 2026/27, lo stilista ha scelto un contrasto volutamente poetico: celebrare l’infanzia semplice e solare per un cortocircuito visivo e stilistico che ha reso l’intera sfilata un’ode contemporanea al romanticismo, trasportato con grazia nel cuore.
Adam Guba non è un ragazzo che “ama la moda”.
Adam vive la moda. La respira fin dall’infanzia, la osserva nei gesti di sua madre, la trasforma in creazione già tra i banchi di scuola. Oggi il suo brand, Adam Guba Couture, è una realtà che parla di eleganza consapevole, artigianalità e rispetto profondo per la femminilità.
Il suo linguaggio è quello della seta, del velluto, delle linee pulite e della struttura che dialoga con la fluidità. Ma la sua vera forza è la visione: l’abito non deve semplicemente vestire, deve rivelare.
In questa intervista, Adam racconta le sue radici, il suo debutto internazionale e il sogno che guarda all’Italia, culla dell’alta moda.
Intervista ad Adam Guba di Selenia Erye
Foto di Steve Muliett e Ian Garrett
Adam, a 17 anni hai già lanciato il tuo brand. Quando hai capito che la moda non sarebbe stata solo una passione, ma la tua strada professionale?
Fin dalla mia infanzia sono stato profondamente attratto dal mondo della moda. Osservavo con attenzione il modo di vestire di mia madre, il suo stile, e come attraverso un abito riuscisse a esprimere la propria personalità. Già a scuola realizzai un abito da sera con crinolina utilizzando carta di giornale: forse è stato il mio primo gesto creativo consapevole.
Da quel momento anche i miei genitori capirono quanto fosse serio il mio interesse per la moda. Mia madre mi diede la libertà di vestirla e di contribuire a definire il suo stile. È così che è diventata la mia musa. Con il tempo anche la mia cerchia più ristretta di amici iniziò a chiedermi consigli, e fu una grande gioia vedere il mio gusto riflettersi nel loro modo di vestirsi.
La tua prima collezione è nata come esplorazione creativa. In che modo ti ha aiutato a definire la tua identità estetica e la visione di Adam Guba Couture?
Dal lato materno, nella mia famiglia diverse donne hanno lavorato nel mondo della moda, tra cui mia nonna e la mia bisnonna. Sento di aver ereditato da loro una particolare sensibilità verso la bellezza e un talento naturale per la creazione.
Una persona fondamentale nella mia vita mi ha incoraggiato a intraprendere seriamente questo percorso e continua a sostenermi ancora oggi. Così nacque la mia prima mini collezione, inizialmente quasi come un gioco o una prova personale. Ho creato sette abiti per sette donne per me molto importanti, adattando ogni creazione alla loro personalità. La mia visione, allora, era che gli abiti non dovessero soltanto vestire il corpo, ma elevare l’anima e valorizzare la figura.
Nelle tue creazioni emergono equilibrio, linee pulite e armonia tra tessuto e forma. Come sviluppi tecnicamente questo dialogo tra struttura e fluidità?
Per me mia madre rappresenta l’immagine della vera donna. Forse è per questo che non mi sento vicino a uno stile giovanile, ma piuttosto all’eleganza sofisticata di una donna sicura e consapevole. A questa estetica associo tessuti che per me incarnano la delicatezza e un lusso discreto: seta, raso di seta, velluto di seta. Sono materiali che si collegano naturalmente al mondo dell’alta moda couture, che sento particolarmente mio. Il lavoro artigianale e la cura dei dettagli sono per me fondamentali, e desidero dare sempre più spazio a questa direzione. Dopo la mia terza sfilata, la mia visione ha iniziato a definirsi con maggiore chiarezza.
Il tuo stile è ispirato all’eleganza e alla femminilità moderna. Come immagini la donna Adam Guba?
La moda, per me, è come un meraviglioso giardino fiorito. Ogni fiore è diverso, ognuno possiede una propria bellezza e un carattere unico. Mi vedo come colui che pianta e cura questi fiori. In ogni donna cerco e riconosco la sua unicità, e il mio compito è farla sbocciare nella forma più armoniosa possibile.
Il tuo motto è: “Every woman is beautiful — sometimes it just takes the right dress to reveal it.” Come si traduce questa filosofia nel tuo processo creativo?
Fin dalla mia prima collezione ho lavorato su creazioni su misura. Per me non sono importanti soltanto le caratteristiche esterne, ma anche quelle interiori. Attorno a queste costruisco la scelta dei materiali, le linee e l’intero stile. Nel mio showroom di prossima apertura a Oradea, l’incontro personale sarà essenziale. Credo profondamente nel dialogo: è necessario sedersi, parlare, conoscere la persona che entra. Devo percepirne il carattere, l’energia, le emozioni che suscita in me. Allo stesso tempo, anche lei deve condividere qualcosa di sé, affinché io possa comporre un’immagine completa e creare l’abito perfetto per lei.

Hai recentemente partecipato all’International Fashion Island a Malta. Cosa ha significato per te presentare il tuo lavoro su un palcoscenico internazionale così importante?
Il servizio fotografico della mia prima collezione è stato notato da una persona che mi ha ritenuto meritevole di partecipare a un grande evento da lei organizzato. Mi sono sentito come se fossi salito su una splendida nave pronta a salpare verso il mare aperto. Ancora oggi mi trovo su quella nave: a volte provo emozione perché procede velocemente, ma mi tengo saldo.
Quando lavoravamo alla prima collezione nel laboratorio, non avremmo mai immaginato di presentarla in un contesto così prestigioso. Gli abiti, successivamente arricchiti da elementi scenografici più importanti, sono stati presentati in un ambiente storico, dove ogni pietra custodisce memoria e anima. È stata un’esperienza incredibilmente intensa. Ho capito che stavo navigando in mare aperto non solo in senso metaforico, ma anche reale. Voglio imparare da ogni esperienza, perché per me l’esperienza è il bene più prezioso.
Essere parte di un evento internazionale in così giovane età comporta anche pressione. Come vivi le aspettative e come riesci a mantenere equilibrio e concentrazione?
Come giovane designer, per me è fondamentale fare esperienza. Non vivo le opportunità come pressioni o prove da superare, ma come doni preziosi. Forse per questo non sento ancora il peso della pressione. Attraverso i miei abiti desidero trasmettere l’emozione che mi guida e mi ispira. Mia madre e il mio piccolo team mi offrono forza e sicurezza, permettendomi di concentrarmi pienamente sulla creatività e sull’organizzazione.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi per Adam Guba Couture e quale mercato internazionale sogni di conquistare per primo?
Sto entrando in un periodo più raccolto e consapevole della mia vita, poiché sto per aprire il mio showroom con laboratorio a Oradea. Mi attendono mesi intensi di lavoro e studio. Nel frattempo sto già lavorando alla prossima collezione, che sarà più grande e più scenografica, e verrà presentata sulla stessa passerella romena dove ho debuttato.
È già certo che il prossimo anno parteciperò come designer a un evento internazionale legato a un concorso di bellezza che si terrà a Napoli, in Italia. Il mio obiettivo a lungo termine è proseguire i miei studi in Italia, perché è lì che, per me, inizia davvero il mondo della moda.